Villa Labus - Lascito Balduzzi
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I PRESEPI DI CASA AUSER
 
Quando nacque il Presepe?
Difficile rispondere con una data. Fin dai primi secoli dell'era cristiana la nascita di Gesù fu raffigurata a mezzo di affreschi, bassorilievi, incisioni su pareti. Tale testimonianze, però, non possono essere considerate Presepi. Nel corso dei secoli il termine Presepio (greppa, mangiatoia) è stato attribuito solo alle rappresentazioni plastiche a tutto tondo della Natività.Nell'Alto Medioevo venivano allestite Sacre Rappresentazioni, veri e propri presepi viventi che rappresentavano Natività, Adorazione dei pastori ed Annunciazione. Precursori possono essere considerate anche le "tettoie" (embrione di stalla retta da tronchi di albero) che Papa Liberio per primo fece erigere nella Basilica romana per ricordare il sacro evento. E' solo tradizione poetica e devozionalmente accettabile che l'invenzione del presepio sia di San Francesco e che dati 1233 (a Greccio). Il presepe, in verità, non ha una data precisa di nascita, ma si è andato evolvendo nei tempi attraverso un insieme di usi, tradizioni e sacre rappresentazioni.
C'è però da dire che il presepe che San Fancesco allestì in quell'anno diede un indirizzo all'Ordine francescano che lo difuse ovunque. A Napoli dove i francescqani furono proteti dagli Angioini prima e dai Borboni poi, fondarono molti conventi che contribuirono a diffonderne la tradizione. Qui, nel 500, lo scultore Giovanni da Nola creò per i monasteri e varie chiese degli splendidi presepi con statue lignee policrome a grandezza naturale. Nei monasteri femminili si faceva a gara a possedere il più bel presepio! Nel periodo controriformista, al fine di alimentare sempre più la fede, si favorìancora maggiormente la tradizione dei presepi. Si sviluppò così il "Presepe Napoletano barocco mobile" (cioè smontabile ogni anno e con statue di misura ridotta).
Oltre ai personaggi tradizionali, compaiono gradualmentenscene e spunti laici che nulla hanno a che fare col Sacro Evento: la taverna, il mercato, la piazza... Si evidenziano inoltre i caratteri del barocco importante: spettacolarità, senso del movimento, tendenza al naturalismo e a rappresentare la realtà del quotidiano. Il materiale più usato è il legno, la terracotta, la cartapesta, la creta ed il sughero. Verso la fine del 17° secolo l'artista napoletano Michele Perrone ideò un manichino, con anima di filo di ferro ricoperto di stoppa, scolpiti in legno solo gli arti, la testa in terracotta. Fu un'innovazione importante perchè consentiva estrema mobilità e duttilità di atteggiamento oltre che naturalezza. Nasce così il presepio "Rococò", il famoso presepe del "settecento napoletano", caratterizzato da ricercatezza realistica, teatralità, movimento, preziosità di stoffe e di piccoli ogetti. Il presepe dell'800 è ormai un'esperienza più laica che religiosa, più delle corti e delle case aristocratiche che della chiesa, diffusa dai Borboni che regnavano in quei tempi a Napoli.
Nel corso dell'800, con l'ascesa della borghesia, nasce il PASTORE (statuina) di terracotta, di varie misure, accessibile a tutte le borse: il presepio così si rinnova e rispecchia una vita pullulante di interessi e mestieri a testimonianza di usi, costumi e tradizioni oggi scomparsi. Negli ultimi anni la tradizione del presepe si è molto diffusa ed i materiali sono tra i più vari.
PRESEPE DI CASA AUSER: nel presepe di Casa Auser ai materiali tradizionali si sono aggiunti polistirolo, cartone, scatolette, resine e varie... I pastori e le minuterie sono in prevalenza di terracotta. La maggior parte sono stati acquistati nella famosa via napoletana di San Gregorio Armeno, dove ogni anno, in occasione delle festività, gli artigiani espongono i loro prodotti, spesso firmati, veri e propri capolavori di artigianato artistico.
Accanto a questi ci sono però statuine-pastori che provengono da ogni parte del mondo, dono di qualche amico girovago. La cosa non deve stupire. Come abbiamo visto nel nostro percorso, il presepe riflette la sensibilità, gli usi ed i costumi dell'epoca in cui viene costruito... ed oggi viviamo in tempi di grandi migrazioni. La visione interetnica ed interculturale è d'obbligo. Per chi voglia ammirare presepi napoletani originali, di grande manifattura si consiglia una visita al Museo di San Martino e a Capodimonte a Napoli o nella Reggia di Caserta, con i pastori originali appartenuti ai Borboni. Ma non mancano mai alcuni esemplari nella tradizionale mostra dei presepi a VERONA.

Ai nipotini Nicola, Alessandra, Isabel, Virgin ed a tutti i nipotini Auser, perchè la storia e la memoria siano la bussola del loro cammino.
I nonni Carmine, Jolanda, Pasquale