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INCONTRI TRA GENERAZIONI (articolo apparso su "Liberetà" del 9 settembre 2007

Quando muore un vecchio si brucia una biblioteca», «per crescere un figlio ci vuole un'intera comunità educante»: quando le premesse sono queste forse è inevitabile diventare protagonista di trasmissioni televisive in Rai o essere "studiati" da università e altre realtà associative. È il caso dell' Auser di Botticino, piccola frazione alle porte di Brescia. Jolanda Barbieri, insegnante di scuola media in pensione, ha 54 anni e l'entusiasmo di una ventenne. Jolanda «porta il testimone di un' amica» aiutata dal marito artista, dal presidente dell' Auser, Luciano Venturelli, e da ottanta volontari. Ha la passione per la poesia e per il teatro, è un fiume in piena e spiega: «Noi oggi ci affacciamo a una nuova generazione di pensionati che non sanno giocare a carte o a bocce e che magari sono diplomati e laureatiC. Tradotto in altre parole significa tenere conto dei vecchi ma anche delle aspettative dei nuovi pensionati. L'idea di fondo, il tam tam che ispira le attività dell' Auser di Botticino è l'intergenerazionalità. Ci sono ancora le bocce e le carte ma crescono i corsi di yoga, thai chi chuan, danza orientale, flamenco. Oppure corsi di fotografia e informatica e, perché no, anche laboratori teatrali. A frequentarli giovani e anziani, fianco a fianco. «Ho sempre vissuto a contatto con i ragazzi e so che invecchiare con i giovani è invecchiare bene perchè ci sono energie positive e input nuovi» spiega Jolanda. Il che significa, per le attività dell'Auser, mettere in rete sul piano delle relazioni un'intera comunità. I vecchi parlano ai nipoti, i figli rielaborano, la scuola dialoga con l'Auser, chi puà dà una mano.
Jolanda spiega: «La famiglia da sola non è più in grado di comunicare valori di riferimento e la memoria storica. Perciò lavoro in questo ambito». Il progetto tra l'Auser e la scuola locale, intitolato "I nonni che aiutano a crescere", va in tale direzione. Gli alunni adottano un nonno e si fanno raccontare la sua storia: i "vecchi" diventano la biblioteca, i giovani si abituano all'ascolto, al dialogo, al racconto e alla sua rielaborazione.
La memoria utilizza anche il teatro. Un gruppo di persone setaccia il territorio per raccogliere testimonianze, poi rielabora e alla fine realizza un testo che diventa la base per uno spettacolo teatrale. Abbiamo chiesto in prestito le parole che ci avete rubato, una serie di monologhi tratti da interviste «a chi c'era e chi non c'era» il giorno della strage di piazza della Loggia nel maggio 1974, è uno degli esempi più toccanti di questo lavoro.
A rappresentare lo spettacolo per piazze e scuole della provincia sono gli stessi iscritti al corso di teatro. Ogni corso diventa occasione per creare legami, reti, spettacoli di finanziamento delle attività o di progetti di solidarietà, come la campagna "Adottiamo un villaggio", a favore di un villaggio indiano a sud di Madras devastato dallo tsunami. La domenica mattina c'è tempo per gli aperitivi musicali, brindisi ed eventi per incontrarsi e non perdere il significato dei riti. E per legare musica e poesia, Fabrizio De Andrè ed Edgar Lee Master, perché «la poesia ci aiuta a vivere meglio». All' Auser di Botticino non si dimenticano i nuovi venuti, gli immigrati di 150 nazionalità diverse che vivono in provincia di Brescia. Un paio d'anni fa il preside della scuola media di Botticino ha suggerito: i padri l'italiano lo imparano in fabbrica, i figli vanno a scuola, a essere escluse sono le mamme. Detto e fatto: ora ci sono i corsi mattutini per le giovani immigrate, tenuti da una decina di insegnanti in pensione. Non bisogna dimenticare le serate di "ozio creativo" durante le quali tutto è a tema, dal cibo alla lettura di testi, dalla musica all' esposizione di quadri.
Una delle ultime aveva per titolo "Quattro parole sul quattro", numero alla base di molti pensieri filosofici che esprime il costante ritornare nella vita dell'uomo degli elementi, del radicamento e della concretezza. «L'anziano è il principe - conclude Jolanda - ma è l'intera comunità a essere partecipe».

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